Pubblicato in: Focus on - 06 Luglio 2012

I NOSTRI APPROFONDIMENTI : I SEMOVENTI D'ARTIGLIERIA

I semoventi d’artiglieria
Parte I


Premessa Storica.


I primi esperimenti per garantire mobilità e flessibilità alle batterie d’artiglieria in modo da combinarne la potenza di fuoco e la rapidità di spostamento si possono far risalire alla guerra dei trent’anni, all’inizio del 17.mo secolo.  Le batterie di artiglieria leggera, trainate da cavalli, si potevano muovere più rapidamente sul campo di battaglia in modo da supportare le iniziative della fanteria e della cavalleria. I serventi delle batterie scendevano inoltre direttamente dai carriaggi, o direttamente da cavallo, e preparavano velocemente il pezzo in posizione di fuoco. L’artiglieria a cavallo venne impiegata con grande specializzazione ed efficacia durante le guerre napoleoniche, in particolare dalla Grande Armèe Francese e dall’Esercito Britannico,  e per tutto il 19.mo secolo.


Treno di artiglieria francese in età napoleonica


Le origini


La rapida innovazione tecnologica e le sue terribili applicazioni in campo militare nel corso della Prima Guerra Mondiale resero rapidamente obsoleto l’impiego del cavallo per il traino d’artiglieria. Contemporaneamente si affermava una nuova macchina da guerra che avrebbe presto rivoluzionato la strategia militare : il carro armato. Fu proprio dalla combinazione delle caratteristiche di mobilità e protezione del carro armato con la potenza di fuoco dei cannoni e degli obici che nacquero i primi esperimenti di artiglieria semovente.


Tra i primi esempi di artiglieria semovente possiamo ricordare il britannico Gun Carrier Mark I del 1917 con il caratteristico cannone che poteva sparare a bordo del veicolo o essere montato a terra come un tradizionale pezzo di artiglieria da campagna. Da questo momento in poi i tradizionali mezzi di traino delle artiglierie come i lenti trattori ruotati iniziarono una rapido, ma inesorabile, declino.


La Seconda Guerra Mondiale


E’ tuttavia con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, all’interno delle strategie della blitzkrieg tedesca, che il semovente d’artiglieria consolida il suo ruolo sui campi di battaglia. Le divisioni corazzate, totalmente meccanizzate, dovevano trovare dalle armi più tradizionali come artiglieria e fanteria, per lavorare in stretta collaborazione, analoga mobilità e rapidità. Rapidità che poteva essere offerta solo con veicoli mossi da cingoli.  In particolare, per essere efficacie, l’artiglieria non aveva più il tempo per passare dall’ordine di marcia all’ordine in batteria.


L’esercito tedesco tracciò quindi le linee guida per lo sviluppo dei semoventi d’artiglieria. Vennero sviluppati, sugli scafi e con le motorizzazioni dei carri armati tradizionali, veicoli corazzati specializzati come i cannoni d’assalto di appoggio alle fanterie (Sturmgeschütz), i cacciacarri (Panzerjäger) e gli obici semoventi.


Il piccolo cacciacarri Panzerjager I (su scafo del carro leggero Panzer I con il cannone da 47 mm (a sinistra) e il celebre cannone d'assalto "Stug III" con il cannone da 75 mm (a destra). 

L’impiego delle tre tipologie era molto diverso tra loro. I cannoni d’assalto (come lo Sturmgeschütz III) e i Panzerjäger potevano operare a diretto contatto con il nemico e quindi, anche se dotati di cannone fisso in casamatta (tipicamente da 75 mm), erano pesantemente corazzati soprattutto nella parte anteriore. Nel corso della guerra aumentarono progressivamente le protezioni, le corazzature e, soprattutto, l'armamento.


Il mastodontico cacciacarri Elefant con il suo potente cannone da 88 mm. (a sinistra) e lo Jagdpanzer IV realizzato su scafo del Panzer IV (a destra).

Per gli obici semoventi la situazione operativa è completamente diversa. Non operando a contatto con il nemico si caratterizzavano per una minore protezione ma erano armati con obici e cannoni a lunga gittata e a tiro curvo. Il Wespe, su scafo leggero del Panzer II era armato con un obice da 105 mm. mentre l’Hummel, su scafo del Panzer III / IV, aveva un obice da 150 mm. 


L'obice semovente SD.KFZ.124 "Wespe"  venne largamente impiegato su tutti i fronti e con grande efficacia


Da parte alleata lo sviluppo dei semoventi iniziò con il britannico Bishop, su scafo del carro Valentine e con la caratteristica grossa torretta.  Il più celebre è diffuso semovente alleato della Seconda Guerra Mondiale è stato però l’americano M7 Priest con il suo obice da 105mm realizzato sulla struttura scoperta del carro M3.


Diorama con una "coppia" di M7 in scala 1/72 : l'obice semovente ed il veicolo (senza cannone) di supporto.

Nella seconda parte del nostro approfondimento la storia dell'artigliera semovente dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.




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