Pubblicato in: Focus on - 13 Marzo 2012

LA GUERRA DELLE FALKLAND

Sintesi storico-modellistica


Nel 1982, dopo avere reclamato a lungo il possesso della isole Falkland, l’Argentina intraprese un'operazione militare che portò all’occupazione della colonia britannica. L’escalation della tensione fra Argentina e Regno Unito crebbe progressivamente e portò, nell’aprile del 1982, all’attuazione dell’ Operazione Rosario. Operazione Rosario era il nome in codice del piano di occupazione Argentino che portò ad una progressiva occupazione delle isole Malvinas, questo il nome delle Falkland per gli argentini, della Georgia del Sud e delle Isole Sandwich Meridionali.  


La risposta della Gran Bretagna fu rapida e decisa in linea con la politica del Primo Ministro Margaret Thatcher.  Venne pianificata e messa in atto l’operazione Corporate che prevedeva l’invio di una task force aeronavale per garantire il controllo dell’area delle operazioni e riconquistare le isole con un assalto anfibio. Dopo pesanti combattimenti, il 14 giugno 1982, le truppe inglesi entrarono a Port Stanley e, di fatto, una settimana dopo la guerra terminò con la resa delle truppe argentine. La guerra ebbe forti conseguenze socio-politiche, di diverso impatto, sia in Argentina che in Gran Bretagna. L’impatto sull’opinione pubblica venne inoltre amplificato dal significativo ruolo dei “mass media” e della loro capacità di trasferire in tempo reale le informazioni ed i reportage sull’andamento  della guerra.


Sea Harrier FRS Mk 1


A causa della complessità morfologica del teatro delle operazioni e dalla significativa distanza dalla Gran Bretagna, venne costituita una task force aeronavale al comando dell’ammiraglio John Woodward. La task force era costituita da due portaerei, la HMS Hermes e la HMS Invincible, che avevano il compito di assicurare la superiorità aerea sulla zona delle operazioni in modo da garantire i successivi sbarchi anfibi. La componente aerea imbarcata era costituita prevalentemente, nella prima fase, dal jet a decollo verticale BAe Sea Harrier FRS Mk1, entrato in servizio solo due anni prima,  con il preciso compito di assicurare la difesa della flotta e la supremazia aerea.  Grazie alla sua grande manovrabilità, al suo livello tecnologico avanzato per l’epoca e all’addestramento dei piloti, contribuì in modo determinante, con più di 20 vittorie aeree, a far ottenere alle forze britanniche il rapido controllo dei cieli.


Successivamente arrivarono anche diversi Harrier Gr. Mk 3 della Royal Air Force, che vennero assegnati a svolgere operazioni dedicate di attacco al suolo e di supporto ravvicinato.



Harrier Gr. 3


La tipologia di aerei impiegati dall’aviazione argentina era molto variegato e mediamente più datato rispetto alla controparte britannica. Molto spesso il valore dei piloti argentini, riconosciuto anche dai militari britannici, riusciva a coprire solo in parte la minore efficacia ed efficienza dei mezzi. A fianco dei più moderni ed aggiornati caccia come i Mirage III, i Mirage V, gli IAI Dagger, erano presenti numerosi A-4 Skyhawk. L’aereo più temibile era costituito comunque dal Dassault Super Etendard di produzione francese. I pochi esemplari operativi con la Marina Militare Argentina erano infatti equipaggiati con il missile antinave Exocet che dimostrò la sua efficacia nel corso del conflitto. 


Da sottolineare anche il ruolo avuto dagli elicotteri. Erano presenti diversi Wesland Wessex Mk.3 e Mk.5, con la caratteristica cabina rialzata e la robusta struttura con il carrello fisso,  che vennero impiegati, a fianco dei più moderni Westland Lynx, anche in missioni antisommergibile. Ne è un esempio l’operazione che,  nell’ aprile 1982, ha portato  al danneggiamento del sottomarino argentino Santa Fe, colpito dalle cariche di profondità di un  Westland Wessex della Royal Navy.



Wessex HAS 3








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